Descrizione
Il Museo Ebraico di Berlino (Jüdisches Museum Berlin) è il più grande museo ebraico d'Europa, nell'ex Berlino Ovest. Racconta la storia degli ebrei in Germania dal Medioevo a oggi, in un edificio che è un'opera di architettura da attraversare: uno zigzag contorto di Daniel Libeskind.
Aprì nel 2001, ma prima che un solo oggetto fosse esposto lo avevano già visitato 350.000 persone. Dal 1999 al 2001 l'edificio rimase completamente vuoto, e la gente veniva solo per camminarci dentro.
Visto dall'alto è uno zigzag spezzato, e i berlinesi lo soprannominarono «Blitz», il fulmine. Il nuovo edificio non ha un ingresso proprio: vi si accede da sottoterra, dal barocco Kollegienhaus accanto, dove un tempo c'era il Museo di Berlino.
Laggiù si incrociano tre corridoi in pendenza, gli Assi: uno per la continuità nella storia tedesca, uno per l'emigrazione, uno per l'Olocausto. Il secondo porta al Giardino dell'Esilio, su un terreno inclinato, con alberi che crescono fuori portata in cima a 49 alti pilastri.
Il terzo asse conduce alla Torre dell'Olocausto, un silo di cemento nudo alto 24 metri, mai riscaldato né raffreddato, illuminato solo da una fessura nel tetto. Lungo tutto l'edificio corre una linea di «vuoti», pozzi di cemento vuoti alti circa 20 metri. Rappresentano ciò che non potrà mai essere esposto: «l'umanità ridotta in cenere».
In un solo vuoto in cui i visitatori possono entrare, il Memory Void, giace Foglie cadute di Menashe Kadishman: 10.000 volti ritagliati nell'acciaio sul pavimento, che tintinnano e sferragliano sotto i piedi di chi ci cammina sopra.
La mostra permanente, «Vita ebraica in Germania: passato e presente», si estende su più di 3.500 metri quadrati. Si articola in cinque capitoli, dalle prime comunità ebraiche a oggi, con lo spazio più ampio dedicato al nazionalsocialismo e agli anni dopo il 1945.
Berlino aveva già avuto un museo ebraico: aprì nel gennaio 1933, sei giorni prima che i nazisti prendessero il potere, e la Gestapo lo chiuse durante la Notte dei cristalli del 1938.
Da non perdere
• Foglie cadute.
• La Torre dell'Olocausto.
• Il Giardino dell'Esilio.
• I vuoti dell'edificio di Libeskind.
Lo sapevi?
• Quarantotto pilastri del Giardino dell'Esilio sono riempiti di terra di Berlino, uno di terra di Gerusalemme.
• Nel 1991 Berlino cancellò il progetto per finanziare la candidatura olimpica. Sei mesi dopo cambiò idea.
• Nel 2021 un museo per bambini dai 3 ai 12 anni ha aperto nell'ex mercato dei fiori di fronte.
Aprì nel 2001, ma prima che un solo oggetto fosse esposto lo avevano già visitato 350.000 persone. Dal 1999 al 2001 l'edificio rimase completamente vuoto, e la gente veniva solo per camminarci dentro.
Visto dall'alto è uno zigzag spezzato, e i berlinesi lo soprannominarono «Blitz», il fulmine. Il nuovo edificio non ha un ingresso proprio: vi si accede da sottoterra, dal barocco Kollegienhaus accanto, dove un tempo c'era il Museo di Berlino.
Laggiù si incrociano tre corridoi in pendenza, gli Assi: uno per la continuità nella storia tedesca, uno per l'emigrazione, uno per l'Olocausto. Il secondo porta al Giardino dell'Esilio, su un terreno inclinato, con alberi che crescono fuori portata in cima a 49 alti pilastri.
Il terzo asse conduce alla Torre dell'Olocausto, un silo di cemento nudo alto 24 metri, mai riscaldato né raffreddato, illuminato solo da una fessura nel tetto. Lungo tutto l'edificio corre una linea di «vuoti», pozzi di cemento vuoti alti circa 20 metri. Rappresentano ciò che non potrà mai essere esposto: «l'umanità ridotta in cenere».
In un solo vuoto in cui i visitatori possono entrare, il Memory Void, giace Foglie cadute di Menashe Kadishman: 10.000 volti ritagliati nell'acciaio sul pavimento, che tintinnano e sferragliano sotto i piedi di chi ci cammina sopra.
La mostra permanente, «Vita ebraica in Germania: passato e presente», si estende su più di 3.500 metri quadrati. Si articola in cinque capitoli, dalle prime comunità ebraiche a oggi, con lo spazio più ampio dedicato al nazionalsocialismo e agli anni dopo il 1945.
Berlino aveva già avuto un museo ebraico: aprì nel gennaio 1933, sei giorni prima che i nazisti prendessero il potere, e la Gestapo lo chiuse durante la Notte dei cristalli del 1938.
Da non perdere
• Foglie cadute.
• La Torre dell'Olocausto.
• Il Giardino dell'Esilio.
• I vuoti dell'edificio di Libeskind.
Lo sapevi?
• Quarantotto pilastri del Giardino dell'Esilio sono riempiti di terra di Berlino, uno di terra di Gerusalemme.
• Nel 1991 Berlino cancellò il progetto per finanziare la candidatura olimpica. Sei mesi dopo cambiò idea.
• Nel 2021 un museo per bambini dai 3 ai 12 anni ha aperto nell'ex mercato dei fiori di fronte.