Descrizione
La Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche è la guglia spezzata in mezzo al quartiere dello shopping più trafficato di Berlino Ovest, sulla Breitscheidplatz, alla fine del Kurfürstendamm. I berlinesi la chiamano «il dente cariato»: una rovina di guerra lasciata in piedi di proposito, circondata da una chiesa moderna che brilla di blu.
Comincia dalla vecchia torre. Il piano terra è una sala commemorativa con mosaici: l'arcangelo Michele che combatte il drago sul pavimento e una processione di principi Hohenzollern sulla volta. In fondo, una statua di Cristo danneggiata, proveniente dal vecchio altare, con una croce fatta con i chiodi della cattedrale di Coventry.
Poi entra nella nuova chiesa di Egon Eiermann, un ottagono di cemento a nido d'ape con 21.292 vetri colorati di Gabriel Loire. Ispirati a Chartres, sono per lo più blu, con tocchi di rosso rubino, verde smeraldo e giallo. Sopra l'altare è appesa una figura dorata del Cristo risorto.
Lungo una parete, da non perdere la Madonna di Stalingrado, un disegno a carboncino fatto da un soldato tedesco intrappolato a Stalingrado a Natale del 1942, come simbolo di speranza e riconciliazione. Accanto alla chiesa, una torre esagonale separata ospita la cappella e le campane.
La chiesa originale fu un'idea del Kaiser Guglielmo II, costruita negli anni Novanta dell'Ottocento in onore del nonno Guglielmo I. Il suo stile neoromanico, modellato sul duomo di Bonn, era piuttosto estraneo al Brandeburgo. La guglia era alta 113 metri e la navata aveva più di 2.000 posti.
Poi arrivò la notte del 22 novembre 1943. Un bombardamento aereo sventrò la chiesa, ma lasciò in piedi un moncone della guglia e gran parte dell'atrio. Per anni i berlinesi discussero su cosa farne.
Il vincitore del concorso del 1956, Eiermann, propose di demolire la rovina. Una protesta pubblica, che chiamava la torre «il cuore di Berlino», la salvò. Così costruì tutt'intorno, in cemento, acciaio e vetro, con la nuova chiesa, il foyer, il campanile e la cappella disposti su un terrazzo attorno al vecchio moncone.
Le nuove campane, sei in tutto, furono fuse con cannoni francesi catturati nella guerra franco-prussiana del 1870–71. La vecchia guglia, oggi alta 71 metri, resta a ricordare ciò che la guerra fece alla città.
Comincia dalla vecchia torre. Il piano terra è una sala commemorativa con mosaici: l'arcangelo Michele che combatte il drago sul pavimento e una processione di principi Hohenzollern sulla volta. In fondo, una statua di Cristo danneggiata, proveniente dal vecchio altare, con una croce fatta con i chiodi della cattedrale di Coventry.
Poi entra nella nuova chiesa di Egon Eiermann, un ottagono di cemento a nido d'ape con 21.292 vetri colorati di Gabriel Loire. Ispirati a Chartres, sono per lo più blu, con tocchi di rosso rubino, verde smeraldo e giallo. Sopra l'altare è appesa una figura dorata del Cristo risorto.
Lungo una parete, da non perdere la Madonna di Stalingrado, un disegno a carboncino fatto da un soldato tedesco intrappolato a Stalingrado a Natale del 1942, come simbolo di speranza e riconciliazione. Accanto alla chiesa, una torre esagonale separata ospita la cappella e le campane.
La chiesa originale fu un'idea del Kaiser Guglielmo II, costruita negli anni Novanta dell'Ottocento in onore del nonno Guglielmo I. Il suo stile neoromanico, modellato sul duomo di Bonn, era piuttosto estraneo al Brandeburgo. La guglia era alta 113 metri e la navata aveva più di 2.000 posti.
Poi arrivò la notte del 22 novembre 1943. Un bombardamento aereo sventrò la chiesa, ma lasciò in piedi un moncone della guglia e gran parte dell'atrio. Per anni i berlinesi discussero su cosa farne.
Il vincitore del concorso del 1956, Eiermann, propose di demolire la rovina. Una protesta pubblica, che chiamava la torre «il cuore di Berlino», la salvò. Così costruì tutt'intorno, in cemento, acciaio e vetro, con la nuova chiesa, il foyer, il campanile e la cappella disposti su un terrazzo attorno al vecchio moncone.
Le nuove campane, sei in tutto, furono fuse con cannoni francesi catturati nella guerra franco-prussiana del 1870–71. La vecchia guglia, oggi alta 71 metri, resta a ricordare ciò che la guerra fece alla città.